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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !
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giovedì 15 ottobre 2009

Non permettere alla tecnologia interattiva di ridurre la realtà che vivi in realtà virtuale !


















Rifllettevo in questi giorni sul rapporto che ho col monitor del mio PC davanti al quale trascorro una parte del mio tempo, per motivi non professionali. E dal momento che mi trovo davanti ad un mezzo di comunicazione dalle molteplici ed accattivanti possibilità interattive, mi sono chiesto se questa comunicazione sia di mio giovamento o ne sia solamente vittima inconscia. Facendo un rapido esame dell'uso che ne faccio e del ritorno positivo che vedo nel rapporto che intrattengo con lui la risposta è stata per me positiva e rassicurante. L'uso che faccio del computer mi aiuta a migliorare e ad arricchire la mia persona. E non parlo di un semplice miglioramento dell'apprendimento o di tipo culturale, ma proprio, non vi sembri esagerato, di un miglioramento morale. A parte il blog che ho in rete , e che mi ha permesso un grandissimo arricchimento nelle relazioni interpersonali, facendo crescere in me il valore del servizio al prossimo e dell'amicizia, vi sono tante altre azioni interattive che hanno preso vita col mezzo informatico, che ho imparato a conoscere e ad orientare in senso positivo e di appagamento della mia persona. Si tratta in due parole di fare del PC quel buon uso che ti migliora e non quell'uso spesso negativo che se ne fa, servendosene in maniera impropria, e che fa abbassare di non poco il giusto standard della tua dignità di uomo. Basta pensare alla curiosità propria dell'uomo, che se mal orientata, può portare passando attraverso gli occhi, da un semplice voyeurismo al cibarsi di pornografia, e attraverso la mente, da una morbosa pseudointellettualità al decadimento di idee e valori culturali.
Basta così, preferisco invece darvi degli esempi della mia attività informatica, che sono quelli che mi gratificano in maniera positiva nell'uso di questo mezzo. Si perchè il computer è semplicemente un mezzo di cui servirsi per usi leciti, sia professionali che di evasione, e non un idolo profano da venerare, a cui sacrificare in olocausto le proprie buone qualità. L'uso del computer necessita innanzitutto di prudenza, poi di creatività personale e infine di un pizzico di sapienza. Dalla giusta miscela di questi ingredienti dipende il suo buon uso.
Come molti di voi ben sapete, quattro dei miei sei figli vivono ormai fuori casa, fra Palermo, Roma, Milano e gli Stati Uniti. Il mio contatto con loro, anche grazie al computer, posso certamente affermare che è quotidiano, come con gli altri due che abitano in casa. La mia famiglia vive unita anche se i suoi componenti non stanno sotto lo stesso tetto. Ed ecco dove entra in gioco il mio amico PC con l'aiuto dei suoi geniali programmi. Non mi riferisco alle ovvie email, che se anche velocizzano di molto la comunicazione non la rendono personalizzata come la intendo io. Mi sono allora inventato dei canali che realizzano una sorta di comunicazione non solo verbale ma soprattutto affettiva ed intima fra tutti noi. A cominciare dal gioco delle Maps di Google, all'uso di Google Earth, fino a giungere al più sofisticato Skipe. E così con una semplice ricognizione, ad una abitazione o ad un luogo di lavoro, da di una cartina topografica a due dimensioni, passo ad un immagine tridimensionale concreta e reale in ogni particolare, per poi entrare vitalmente oltre le mura del luogo dove vivono, servendomi semplicemente di una minuscola telecamera e di un piccolo apparato di ascolto a due vie, giungendo così ad un contatto visivo e sonoro con ognuno dei miei figli. Sul mio desktop durante la giornata si avvicendano le immagini delle case e dei rispettivi luoghi di lavoro dei miei figli. e così passo da una strada di Roma ad una di Milano, da una casa di Southbend in Indiana ad una casa di Palermo, dal Macro di Roma, alla Facoltà di Lettere di Palermo, alla Notre-Dame University degli Stati Uniti, in un fantastico volo che mi porta ad immaginarmi di volta in volta quale realtà concreta sta vivendo in quel momento ognuno dei miei figli. E' come vivere sotto lo stesso tetto annullando le distanze spazio-temporali. A questo punto se ne sento il bisogno clicco sull'icona di Skipe e se ho fortuna entro in contatto video ed audio con ognuno di loro, con i quali ci scambiamo in tempo reale fatti ed affetti della nostra vita quotidiana. Penso di aver così sfatato il detto: "lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
Oltre a questo uso relazionale ed affettivo, un altro uso che affido al mio computer è quello di rivisitare la memoria storica della mia vita, per riappropriarmi, servendomi del mio archivio, di vecchie fotografie: di familiari e conoscenti alcuni ancora viventi e altri purtroppo non più, e di luoghi d'epoca che sono stati palcoscenico della mia infanzia, della mia giovinezza e della mia maturità. Ricostruire questo percorso storico, dà un significato alla tua vita del tutto particolare, è storia sì, ma una storia vitale e dinamica che continua a gratificarti e che puoi raccontare con orgoglio a figli e nipoti convinto di averla spesa al meglio. E' come rimettere insieme una dopo l'altra le preziose tessere di un puzzle unico ed irrepetibile.
Penso di essermi dilungato abbastanza, ci sarebbe tanto altro da dire, ma vi basti sapere che la sera quando vado a letto, e sul monitor scorre silenzioso lo screensever con una storia animata di avvenimenti antichi e recenti, in bianco e nero e a colori, ho la netta percezione che ho condiviso la mia giornata con mia moglie e tutti i miei figli, avendo scritto un'altra pagina della fantastica storia della nostra famiglia.

P.S. E' d'obbligo precisare che l'interattività ha un significato solo fra due persone, perchè dotate entrambe di cuore ed intelligenza che possono interagire, suona invece artificiosa se mette in relazione una persona con una macchina incapaci di reciprocità affettiva.

lunedì 2 febbraio 2009

Comunicare è una necessità !


Queso originale video del mio nipotino Giulio, di appena tre mesi e mezzo, è l'evidente dimostrazione del bisogno che ha l'essere umano di comunicare qualcosa di se stesso agli altri il prima possibile. Guardate, ascoltate, e poi provate a smentirmi !

domenica 25 gennaio 2009

Il dono di un sorriso !


E' stata la riflessione sulle numerose testimonianze di affetto che abbiamo ricevuto in questi giorni di lutto, per iscritto e di presenza, da parte delle persone che sono venute in contatto con noi, tutte concordi nel dichiarare di aver percepito un senso di pace e di pacata allegria nei sorrisi dei nostri volti, pur in un momento di così acuta sofferenza, a spingermi a scrivere queste considerazioni. Chi si aspetta, giustificandole, reazioni scomposte, proprie del nostro tempo, di tipo emotivo come l'isteria di un pianto o di una risata nervosa, davanti a situazioni drammatiche, rimane sempre meravigliato invece della calma e della serenità che irradia un volto sorridente.
Il sorriso non è mai fine a se stesso, nè proprietà esclusiva di chi lo ha sul volto, ma ha una sua capacità di comunicazione, donando agli altri qualcosa di se stessi per renderli possibilmente e senza presunzione un pò più felici. E' un dono gratuito che arricchisce chi lo dispensa e fa bene al cuore di chi lo riceve.
Il sorriso è l'espressione del volto di chi è in pace con se stesso e comunica con esso agli altri lo stato d'animo di chi ha risolto in maniera positiva alcuni dei principali conflitti nei confronti della realtà in rapporto alle cose, alle persone e soprattutto a se stesso. E' l'espressione di chi ha raggiunto un equilibrio interiore capace di dominare e di dare il giusto spazio alla propria emotività affettiva. Con ciò non voglio assulutamente dire che la persona capace di sorridere abbia risolto in maniera positiva e definitiva tutti i problemi che la vita gli pone innanzi, e viva in un totale stato di atarssia. Sarebbe senz'altro innaturale oltre che impossibile. Colui che è capace di sorridere è una persona che al contempo lotta sempre per risolvere le conflittualità che gli si presentano ogni giorno, le accetta, le metabolizza con l'intelligenza e col cuore, e ne trae alimento per la sua maturazione umana e spirituale. Per un credente poi, come me, c'è qualcosa di più, e cioè l'avere scoperto, e accettato, negli avvenimenti quotidiani la volontà di Dio, che è padre misericordioso, e permette tutto ciò che ci accade, anche le contraddizzioini, come la sofferenza appunto, per un nostro maggior bene.
Voglio anche aggiungere che un sorriso genuino non può mai essere un bluff, un atteggiamento ipoccrita che assume chi vuol dare agli altri un immagine di se stesso diversa da quella reale. Chi agisce così è una persona che va sempre aiutata a capire che la sua vuole essere una difesa per mettersi al riparo da eventi dolorosi. Così facendo finirà col soffrire di più. Il suo gioco, spesso inconscio, prima o poi viene scoperto, perchè il suo comportamento abituale è incoerente e non corrisponde alla serenità che tenta di comunicare con la falsa sicurezza che ostenta.
La morte in generale, e quella di una persona cara in particolare è uno di quegli eventi con cui ci si deve inevitabilmente prima o poi confrontare. Il mio sorriso e quello dei miei familiari davanti al dolore per la perdita subita, vuol dire semplicemente che ognuno di noi, in maniera del tutto personale, ha maturato positivamente il suo rapporto con l'evento morte. Ecco, concludendo, perchè mi sento di dire che abbiamo il dovere di donare il nostro sorriso, e gli altri il diritto di riceverlo. Un esempio per tutti: i sorrisi che si scambiano una mamma con la sua creatura di pochi mesi, sono totalmente gratuiti e hanno il valore di veri e preziosi momenti di eternità.

sabato 11 ottobre 2008

" Promotori di vera fraternità "

Oggi mi sembra urgente chiedersi perchè le relazioni interpersonali autentiche si stiano come atrofizzando fino al punto di impoverirsi in qualche caso del tutto. Si comunica giusto con un linguaggio tecnico o meglio con i suoi surrogati mediatici ed informatici, su argomenti quasi esclusivamente pratici ed economici. Sempre più raro il linguaggio del cuore e dello spirito.
La maturità dell'uomo, cioè il suo rapporto con gli altri, la si raggiungeva per vie naturali passando rispettivamente dall'io infantile, al tu adolescenziale per conquistare il noi dell'età adulta, quella delle relazioni. Il rapportarsi con gli altri, oggi, ha stranamente portato le persone adulte ad appropriarsi delle cose e anche degli affetti, facendo un percorso a ritroso per passare dal noi al tu per rinchiudersi infine in una sorta di infantilismo possessivo ed egoista che ha ridotto le relazioni ad un atteggiamento formale privo di qualsiasi calore umano.Del resto viviamo in piena era di globalizzazione, cioè tutto alla portata di tutti, che se può aver un qualche significato in campo economico-sociale, è per altri versi il vero suicidio dell'intimità della persona, unico luogo della sua interiorità, dove risiede quel patrimonio di valori autentici da condividere col prossimo in una reciproca e feconda comunicazione.
Ed ecco perchè mi sento di affermare che viviamo un momento storico in cui non è più possibile rinunciare e rinviare il necessario farsi carico del ruolo di promotori di una vera umanità, di una umanità cioè che attraverso i canali dell'amicizia e della confidenza, instauri un rapporto di genuina affettività verso gli altri, in sintesi: promotori di una fraternità, visto che comunque la si pensi siamo tutti figli di un medesimo padre, capace di sostituire negli uomini d'oggi il surrogato di una pseudo-solidarietà che si nutre solo di cose materiali, con la vera solidarietà che ha le sue radici più profonde nel cuore e nello spirito della persona. Solo così, a mio modo di vedere, si potrà creare con coloro che ci stanno intorno un vero clima di delicata attenzione e di interesse sincero per l'altro, che ci porterà per un cammino di gratificante felicità.