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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !
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giovedì 10 settembre 2009

Il ritorno di Zampa Bianca !





Ancora un post dalla campagna. Qualche giorno fa verso le 7 del mattino, sono uscito dal cancello di casa, per ottemperare al mio abituale incarico di smaltire il sacchetto della spazzatura nel cassonetto situato a circa 100 mt. di distanza. E lì, nei pressi dell'abbeveratoio interpoderale, si aggirava scodinzolando un piccolo cane nero dal musetto simpatico e dagli occhi vispi, e col segno particolare di una zampa bianca. Mentre mi allontanavo, non so perchè, mi è venuto istintivo, volgendomi verso il cane di battermi una mano sulla gamba e pronunciare al suo indirizzo come incitamento a raggiungermi :" qua, bello ,qua! ". Non se l'è fatto ripetere due volte, e si è subito affrettato verso di me e a venirmi dietro fin dentro casa. Gli ho carezzato la testa, e allora si è immediatamente sdraiato per terra, a pancia in su, agitando le zampe, cin l'evidente intenzione di voler giocare. Dopo un po' sono rientrato in casa, chiudendomi dietro la porta e lasciandolo fuori da solo. Sono andato in cucina, e mentre bevevo il mio caffè e mangiavo un biscotto, ho sentito dei guaiti provenire da dietro la porta d'ingresso. A questo punto ho pensato che anche il cagnolino vagabondo volesse fare colazione, a l'ho raggiunto portando anche a lui dei biscotti e del latte in un piattino. Appena ho aperto la porta e mi ha visto, ha cominciato a saltarmi intorno. Ho avuto appena il tempo di posare il cibo per terra, che vi si è avventato famelico, divorandolo in un batter d'occio. Mentre lo osservavo mangiare voracemente, ho avuto il tempo di fargli le foto che vi mostro, tenendo la mia photo-camera sempre a portata di mano. Avendo altro da fare, ho aperto il cancello e con qualche difficoltà e a malincuore l'ho rimandato in strada, dove l 'ho visto aggirarsi ancora per un po' intorno alla casa e dopo un po' scomparire. Da quel momento, preso da altro, ho cancellato l'episodio dalla mente.
Ma ecco che il mattino seguente, mentre mi trovavo in giardino sul retro di casa, mi è giunto alle orecchie il richiamo urgente di una delle mie figlie, che mi diceva che al cancello c'era il cucciolo dalla zampa bianca del giorno prima, del quale le avevo accennato, che guaiva col chiaro intento che venisse fatto entrare. Sono arrivato in tutta fretta, gli ho aperto il cancello e mentre mi saltellava intorno gli ho approntato velocemente la solita colazione con latte e biscotti. Si è ripetuta la scena del vorace pasto del giorno precedente.
A questo punto non ho avuto l'animo di lasciarlo andare, ma con un biscotto in mano per farmi seguire, l'ho condotto nel podere di un amico agricoltore che ha la casa confinante con la nostra, e che vive lì tutto l'anno, lasciandolo perchè pensasse lui ad accudirvi, dal momento che dalì a qualche giorno avremmo lasciato il nostro luogo di vacanza. Mi è dispiaciuto abbandonarlo al suo destino, ma per noi era impossibile portarcelo dietro in città. Il giorno dopo il mio vicino mi ha detto che dopo qualche ora dall'averlo lasciato il piccolo Zampa Bianca era andato via. Il suo istinto di girovago era prevalso sulla certezza di un rifugio e di un pasto sicuro.
Porterò sempre nella mia memoria quest'altro piacevole ricordo del cucciolo vagabondo,che era tornato a cercarmi, con l'istintiva certezza che l'avrei sfamato ancora una volta.

P.S. Un'aggiunta dell'ultimo momento a questo post: mentre ci accingevamo a salire in macchina per far rientro in città, pensate, è ricomparso scodinzolando in mezzo a noi Zampa Bianca, che si è rifatto vivo per lasciarmi a modo suo un riconoscente saluto.

venerdì 17 aprile 2009

Un bambino ci ha preso per mano !

Ciò che sto per raccontarvi nelle righe che seguono è la semplice cronaca, scevra da retorica e sdolcinature, di un avvenimento che ha portato un cambiamento nella vita quotidiana della mia famiglia, in questi ultimi mesi. Avvenimento che ha provocato in tutti i suoi componenti, in ognuno in maniera differente, reazioni psicologiche ed affettive, che però sono assimilate da un denominatore comune, che cercherò di chiarire a me stesso ed a voi.
Io e mamma E.R, come ben sapete, siamo i genitori di una normale e numerosa famiglia con sei figli, che conduce una vita scandita dal ritmo degli avvenimenti propri di ogni singola giornata. Avvenimenti a volte quasi sempre piacevoli a volte meno, che coinvolgono ognuno di noi in maniera diversa, a seconda della nostra indole, ma con atteggiamento solidale e di condivisione uguale da parte di tutti. La sensazione che ho sempre avuto in questi 43 anni di vita familiare, è stata che ogni evento che è capitato all'interno delle mura domestiche, di poca o grande importanza che fosse, ha sempre provocato da parte dei suoi componenti, in quel momento presenti in casa, da un lato una reazione rapportata alla sensibilità propria del singolo, e dall'altra una reazione che definirei empatica, che ci ha sempre dato contezza di essere un gruppo ben affiatato, che si muove verso obiettivi di fondo comuni, che condivide con tutti gli altri, , in poche parole ci siamo sempre sentiti una "famiglia".
Bene, circa 7 mesi fa, sapete anche questo, ha fatto irruzione nella nostra realtà familiare Giulio, il primo nipotino, figlio di Baffer-two, il mio secondogenito; un bellissimo marmocchio che col suo arrivo ha messo a soqquadro con la sua presenza, positivamente s'intende, l'ordine e l'equilibrio pscologico ed affettivo che ognuno di noi, genitore, nonno, nonna, zio o zia che fosse, aveva maturato fino a quel momento della propria vita . Con le parole mettere a soqquadro non intendo riferirmi ad un disordine di tipo logistico dei nostri spazi e dei nostri tempi, ma ad uno scombussolamento, ripeto positivo e piacevole, all'interno di ognuno di noi. Il momento della sua nascita, e l'incontro con la sua indifesa e gradevole fisicità, ha provocato un sentimento di meraviglia di un'intensità a cui non eravamo forse più abituati da tempo. A questa meraviglia ha fatto seguito giorno dopo giorno lo stupore, suscitato dall'osservare la crescita fisica ed intellettiva di questa piccola creatura che va costruendo, imponendola, la sua personalità, alla quale devi render conto, e colla quale sei costretto a confrontarti. Questa meraviglia e questo stupore, ognuno di noi le ha vissute e continua a viverle a modo suo, e in maniera del tutto personale e congeniale alla propria indole affettiva. Dalle manifestazioni di affetto più eclatanti e "spudorate" di quelli di noi più estroversi, vedi nonno Baffo, a quelle più nascoste e contenute, ma non per questo meno sentite, di quelli di noi dall'indole più riservata.
Tutti ci inventiamo ogni giorno qualcosa per dimostrare la nostra riconoscenza al regalo che Giulio ci ha fatto con la sua nascita: chi ha un blog in rete gli dedica ampio spazio, chi ha un suo sito su Facebook pubblica foto e frasi pittoresche nei suoi confronti, altri gli regalano con frequenza oggetti improbabili e non sempre adatti alla sua età, che anche se non di grande valore hanno però un loro forte contenuto simbolico nell'atto stesso di fargliene dono. Tutti fanno a gara nel dedicargli parte del loro tempo, candidandosi all'ambito ruolo di nonni-sitter o zii-sitter, per dare un aiuto concreto e un po di relax ai genitori talvolta un pò stressati. C'è chi si diverte a dargli le prime pappe. C'è chi gli fa verdere i "puffi" in TV, che tanto amava da piccolo, convinto che siano anche di suo gradimento. E giusto per farla finita ci sono quelli che hanno istallato Skype sul loro computer, e non perdono occasione per collegarsi con l'abitazione del nipotino, per poter catturare qualche suo momento di intimità attraverso la web-cam del PC del papà.
Se la diversità dei vari approcci affettivi è la più disparata, posso però ben dirvi che la mimica facciale atteggiata al sorriso, e la vivacità dello sguardo di tutti noi al solo trovarsi davanti alla new-entry della famiglia, è forse quel denominatore comune di cui facevo cenno all'inizio, e che testimonia la gioia che ognuno di noi prova in cuor suo.
Ognuno di noi si è sentito il dovere di armarsi di un ipotetico metro, e di prendere con precisione le misure del proprio cuore per vedere lo spazio a disposizione per riporvi il prezioso tesoro dell'affetto verso il proprio piccolo figlio o il proprio nipotino. Credo che ognuno di noi si sia sorpreso durante questa ricognizione del proprio cuore, trovandolo completamente occupato. Allora, che fare? Ognuno ha sentito la nescessità di rivedere tutto ciò che vi era stipato, e si è reso conto di quante cose inutili vi fossero accumulate, e a cui dedicava sprecandolo una parte del suo affetto e delle sue attenzioni. E' iniziata allora una capillare opera di sgombero di tutte quelle inutili cianfrusaglie, e con grande stupore ognuno di noi ha ritrovato tanti spazi preziosi , prima inutilmente ingombri, che oltre ad alleggerire con sollievo il proprio cuore, lo hanno reso capace di accogliere il loro carico di affetto per il nipotino.
Tutto ciò mi ha portato ad una considerazione e a darmi una risposta ad una domanda che mi sono sempre posto: come mai con l'arrivo di ogni figlio il mio cuore ha sempre aumentato la sua capacità di accoglienza e di amore nei suoi confronti? Più la vita ci mette dinanzi a nuove richieste di affetto a cui dare risposta, più il nostro cuore si dilata e trova lo spazio necessario per accoglierle. Ho allora capito cosa è avvenuto ad ognuno di noi in famiglia, genitore , nonno o zio di Giulio: abbiamo sentito il bisogno di buttare fuori la zavorra che appesantiva il nostro cuore e lo abbiamo reso disponibile ad un maggior arricchimento affettivo.
L'arrivo di questa meravigliosa vita ha fecondato di nuova linfa i cuori di ognuno di noi , forse un pò inariditisi col tempo, portando a maturazione frutti saporiti di affetto da potergli donare con gioia.
Il nostro nipotino, ha teso la sua piccola mano ad ognuno di noi, invitandoci a continuare con rinnovato entusiasmo il cammino della nostra vita insieme a lui.
Ciao Giulio, ti voglio tanto bene,
nonno Baffo