La mia foto
Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !
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sabato 5 luglio 2008

1960 : da solo a 16 anni negli States !

Fig.1"Vulcania"













Fig.3 New York skyline
Fig.2 Statua della Liberà

( puntata 0 )

Nell'estate del 1959 vennero in visita dalgli Stai Uniti alcuni lontani parenti newyorkesi del mio nonno materno. Erano delle persone molto simpatiche, ed io che avevo studiato inglese sia scuola, che al British Institute of Language per 3 anni, approfittai della loro presenza per esercitare la conoscenza della lingua. Più volte proposero ai miei genitori che l'estate successiva mi mandassero negli Stati Uniti per impadronirmi ancor più dell'inglese. Non pensavo che i miei pigliassero sul serio la proposta. Se ne cominciò a parlare e poco alla volta l'ambizioso progetto prese consistenza, e fu così che l'anno successivo, 1960, alla fine del I° liceo a 16 anni e qualche mese mi ritrovai il 28 di Maggio sera sullo storico transatlantico "Vulcania" in partenza per gli Stati Uniti , dove giunsi dopo 6 giorni di navigazione, per rimanervi per circa 4 mesi.
Lasciai sul molo del porto di Palermo una famiglia molto emozionata ed in lacrime. Anch'io però non appena le luci della costa scomparvero dalla vista sentii una gnan solitudine e un senso di vuoto per quello che mi sembrava essere un salto nel buio; ma un pò alla volta mi tranquillizzai perchè mi resi conto che se i miei genitori mi avevano lasciato partire, avevano dovuto ritenermi all'altezza , anche se a 16 anni, di questa avventura. New York mi accolse con la Statua della Libertà in una soleggiata mattina di giugno.
Questo l'antefatto, e visto che la narrazione di quei fantastici 4 mesi, per un ragazzo così giovane,comporterebbe una lunga esposizione, ho deciso di raccontarvi per il momento soltanto alcuni aneddoti vissuti in terra americana, ognuno legato ad una diversa città fra quelle da me visitate,senza scendere eccessivamente nei particolari turistici dei luoghi della mia permanenza.
A questa prima puntata 0, introduttiva, ne seguiranno nei giorni successivi altre 5. Vi farò vivere per qualche giorno: a Miami, Washington D.C. , Buffalo, New York e dintorni, insieme a me.
Spero che le storie ed i luoghi siano di vostro gradimento.
Alla prossima...

domenica 27 aprile 2008

Il cammino della vita.

SIATE IL MEGLIO

Se non potete essere un pino
sulla vetta del monte
siate un cespuglio nella valle,
ma siate il miglior piccolo cespuglio
sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio
se non potete essere un albero.
Se non potete essere una via maestra,
siate un sentiero.
Se non potete essere il sole
siate una stella,
non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate.
Cercate ardentemente di scoprire
a che cosa siete chiamati,
e poi mettetevi a farlo appasionatamente.
M.L. King

mercoledì 23 aprile 2008

Baffo racconta: appunti di viaggio.

Prima puntata

Dai ricordi di mia madre: era il 1943, in piena guerra mondiale, l'anno in cui sono nato a Montecatini Alto, un paesino toscano dove i miei genitori erano sfollati. La scelta del posto non era stata delle migliori per le loro "vacanze di guerra" come scherzosamente le chiamo io. Quel paese infatti si trovava in piena "linea gotica", ed era alternativamente occupato ora da truppe tedesche ora da truppe americane a seconda lo spostarsi del fronte delle operazioni belliche.
Durante un bombardamento aereo mia madre insieme a me, di pochi mesi di vita, correva verso il rifugio, quando presa dal panico mi abbandonava in una cunetta sul ciglio della strada. Dopo poco fortunatamente passava di lì mio padre che si era attardato e che accorgendosi di me mi prendeva in braccio e raggiungeva mia madre al sicuro.
Ecco: la vita mi aveva fatto il suo primo regalo, dandomi la possibilità di proseguire il mio viaggio da poco intrapreso. Grazie!