Milano. Una caldissima giornata estiva del Luglio 1970. Era il mio pomeriggio libero e mi trovavo in casa da solo, dal momento che moglie e figlio erano andati in vacanza in Sicilia, mentre io aspettavo la fine delle lezioni e del praticantato alla scuola di specializzazione per poterli raggiungere. Mi faceva compagnia nella sua gabbia Ciccio, così si chiamava il pappagallino grigio-azzurro che abitava con noi nel nostro piccolo appartamento. Mi annoiavo un pò ed ero alla ricerca di qualcosa da fare per passare il tempo. Ed ecco che mi viene in mente l'originale idea di ammaestrare Ciccio a volare libero per casa e posarsi sulla mia spalla, facendolo uscire dalla gabbia. Detto fatto, con molta cautela lo presi in mano e lo lasciai volar via. Il primo tentativo fu disastroso , il piccolo uccello volò via infrangendosi sul muro di fronte. Lo presi di nuovo e ritentai l'esperimento ma con scarso successo. Decisi così di rimetterlo in gabbia e di riprovare più tardi.
Passata qualche ora lo ripresi e decisi caparbiamente di ritentare. Ma fu tutto inutile, fra un breve volo e l'altro il pappagallino andava a sbattere contro le pareti di casa. L'ennesimo tentativo però gli fu fatale, e dopo un urto più violento del solito cadendo giacque immobile sul pavimento. Era morto stecchito. Rimasi di stucco non avendo previsto che sarei stato io il responsabile di quel tragico epilogo.
La sera per telefono lo dissi a mia moglie, e mio figlio rimase molto costernato per la perdita di quello che ormai considerava uno della famiglia.
Così si concluse la breve esistenza del povero Ciccio, che non aveva saputo approfittare dall'insperata libertà concessagli suo malgrado.
Un insegnamento comunque l'ho tratto da questo avvenimento: il piccolo pennuto era finito male perchè incolpevolmente incapace di scegliere cosa era giusto fare, mentre così non dovrebbe mai accadere agli uomini, che dotati di ragione e volontà hanno sempre la possibilità di usare per il loro bene le libere opportunità che gli altri (genitori, amici, il prossimo in genere ) e Dio primo fra tutti gratuitamente gli offrono.
Passata qualche ora lo ripresi e decisi caparbiamente di ritentare. Ma fu tutto inutile, fra un breve volo e l'altro il pappagallino andava a sbattere contro le pareti di casa. L'ennesimo tentativo però gli fu fatale, e dopo un urto più violento del solito cadendo giacque immobile sul pavimento. Era morto stecchito. Rimasi di stucco non avendo previsto che sarei stato io il responsabile di quel tragico epilogo.
La sera per telefono lo dissi a mia moglie, e mio figlio rimase molto costernato per la perdita di quello che ormai considerava uno della famiglia.
Così si concluse la breve esistenza del povero Ciccio, che non aveva saputo approfittare dall'insperata libertà concessagli suo malgrado.
Un insegnamento comunque l'ho tratto da questo avvenimento: il piccolo pennuto era finito male perchè incolpevolmente incapace di scegliere cosa era giusto fare, mentre così non dovrebbe mai accadere agli uomini, che dotati di ragione e volontà hanno sempre la possibilità di usare per il loro bene le libere opportunità che gli altri (genitori, amici, il prossimo in genere ) e Dio primo fra tutti gratuitamente gli offrono.


