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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !
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giovedì 18 marzo 2010

Sotto una campana di vetro, ovvero in fuga dalla realtà!
















Non penso proprio di dire qualcosa di contestabile se affermo che la società contemporanea si nutre di una cultura edonistica. L'uomo di oggi, nella realtà che lo circonda, cerca e vuole solo ciò che da piacere, ignorando e cancellando tutto ciò che invece provoca disagio, sia fisico che psichico. Un esempio per tutti: il crocifisso lo si vuole togliere dalla vista, non tanto perchè si creda o meno in Dio, ma più semplicemente perchè richiama alla mente un evento doloroso da sopprimere e che bisogna comunque rimuovere perchè fastidioso. Gli adulti pensano di esorcizzare gli eventi che arrecano sofferenza, sotto qualsiasi forma, rifugiandosi in un mondo ovattato che li isola dalla realtà, per poterla sfuggire. C'è da augurarsi che questa realtà, che li circonda e dalla quale cercano in qualche modo di isolarsi, non abbia mai ad incrinare ed infrangere, con eventi negativi facenti comunque parte della normalità della vita, la campana di vetro sotto la quale si sono rifugiati. Non ci si può sempre isolare in un mondo utopico, che tutti vorremmo, esente da contraddizioni e sofferenze. In un'epoca dominata dal consumismo, molti di questi adulti sono anche i genitori di oggi, che distratti dal ritmo frenetico di una vita che ha come fine non " l'essere " ma " l'avere ", trascurano l'educazione dei loro figli, non formando la loro volontà e la loro capacità di affrontare e di accettare il sacrificio e la sofferenza qualora si presentassero nelle loro esistenza. Non cadiamo nella trappola affettiva che ci porta a proteggere i figli da eventi negativi, convinti di fare il loro bene. Anche se sazi e ricchi di cose da consumare, nel momento in cui si fa presente una contraddizione o un dolore, non sono caratterialmente attrezzati per affrontarlo e superarlo, e ne viene fuori quel disagio esistenziale, quell'angoscia interiore che li porta spesso a rifugiarsi nella'anoressia, nella depressione e talvolta nella droga, con la quale cercano di far tacere il loro malessere, nascondendosi in un mondo artificiale, che li condanna ad una fuga continua dalla realtà. L'uomo è nato per essere felice, ed è alla continua ricerca di cose belle, che imparerà ad apprezzare meglio se saprà dare il giusto valore anche a quelle meno belle che dovessero capitare nella loro vita. Quindi lontano da me l'intenzione di voler impersonare il ruolo di una Cassandra contemporanea, di un profeta di sventure. Il mio post non vuole essere affatto pessimista, ma vuole solo invitare a riflettere che nel quotidiano, accanto a tante cose gradevoli ce ne sono anche di meno gradevoli, e non possiamo accettare solo le prime, ignorando le seconde. Solo se avremo messo nel conto della nostra vita anche le cose che non ci piacciono, accettandole e facendocene una ragione, saremo in grado di vivere più sereni e trasmettere questa serenità ai nostri figli, che affronteranno la loro crescita con una visione positiva e realistica di ciò che li circonda, senza tentare inutili fughe che non portano da nessuna parte.
Abbiamo quindi il coraggio di essere noi genitori, con un atto di volontà consapevole, a rompere il vetro della campana che abbiamo costruito a protezione della nostra famiglia, isolandola dalla realtà, ed evitare che sia un evento esterno ed imprevisto ad infrangerlo, trovandoci del tutto impreparati ed incapaci ad affrontarlo.



giovedì 12 febbraio 2009

Per Eluana !



Questo post non vuole volutamente parlare dell'evento mediatico di questi giorni, nè dare giudizi, opinioni o argomentazioni personali, vuole soltanto far sapere ai lettori del blog, che nel momento in cui ho appreso che Eluana ci aveva lasciato ho avuto una dolorosa fitta al cuore. Tutto qui !

domenica 25 gennaio 2009

Il dono di un sorriso !


E' stata la riflessione sulle numerose testimonianze di affetto che abbiamo ricevuto in questi giorni di lutto, per iscritto e di presenza, da parte delle persone che sono venute in contatto con noi, tutte concordi nel dichiarare di aver percepito un senso di pace e di pacata allegria nei sorrisi dei nostri volti, pur in un momento di così acuta sofferenza, a spingermi a scrivere queste considerazioni. Chi si aspetta, giustificandole, reazioni scomposte, proprie del nostro tempo, di tipo emotivo come l'isteria di un pianto o di una risata nervosa, davanti a situazioni drammatiche, rimane sempre meravigliato invece della calma e della serenità che irradia un volto sorridente.
Il sorriso non è mai fine a se stesso, nè proprietà esclusiva di chi lo ha sul volto, ma ha una sua capacità di comunicazione, donando agli altri qualcosa di se stessi per renderli possibilmente e senza presunzione un pò più felici. E' un dono gratuito che arricchisce chi lo dispensa e fa bene al cuore di chi lo riceve.
Il sorriso è l'espressione del volto di chi è in pace con se stesso e comunica con esso agli altri lo stato d'animo di chi ha risolto in maniera positiva alcuni dei principali conflitti nei confronti della realtà in rapporto alle cose, alle persone e soprattutto a se stesso. E' l'espressione di chi ha raggiunto un equilibrio interiore capace di dominare e di dare il giusto spazio alla propria emotività affettiva. Con ciò non voglio assulutamente dire che la persona capace di sorridere abbia risolto in maniera positiva e definitiva tutti i problemi che la vita gli pone innanzi, e viva in un totale stato di atarssia. Sarebbe senz'altro innaturale oltre che impossibile. Colui che è capace di sorridere è una persona che al contempo lotta sempre per risolvere le conflittualità che gli si presentano ogni giorno, le accetta, le metabolizza con l'intelligenza e col cuore, e ne trae alimento per la sua maturazione umana e spirituale. Per un credente poi, come me, c'è qualcosa di più, e cioè l'avere scoperto, e accettato, negli avvenimenti quotidiani la volontà di Dio, che è padre misericordioso, e permette tutto ciò che ci accade, anche le contraddizzioini, come la sofferenza appunto, per un nostro maggior bene.
Voglio anche aggiungere che un sorriso genuino non può mai essere un bluff, un atteggiamento ipoccrita che assume chi vuol dare agli altri un immagine di se stesso diversa da quella reale. Chi agisce così è una persona che va sempre aiutata a capire che la sua vuole essere una difesa per mettersi al riparo da eventi dolorosi. Così facendo finirà col soffrire di più. Il suo gioco, spesso inconscio, prima o poi viene scoperto, perchè il suo comportamento abituale è incoerente e non corrisponde alla serenità che tenta di comunicare con la falsa sicurezza che ostenta.
La morte in generale, e quella di una persona cara in particolare è uno di quegli eventi con cui ci si deve inevitabilmente prima o poi confrontare. Il mio sorriso e quello dei miei familiari davanti al dolore per la perdita subita, vuol dire semplicemente che ognuno di noi, in maniera del tutto personale, ha maturato positivamente il suo rapporto con l'evento morte. Ecco, concludendo, perchè mi sento di dire che abbiamo il dovere di donare il nostro sorriso, e gli altri il diritto di riceverlo. Un esempio per tutti: i sorrisi che si scambiano una mamma con la sua creatura di pochi mesi, sono totalmente gratuiti e hanno il valore di veri e preziosi momenti di eternità.

domenica 18 gennaio 2009

Per ricordare mia suocera !


Da qualche minuto ci ha lasciato Maria la mia cara suocera, mamma e nonna affettuosa. Il Signore le ha concesso una lunga vita, mettendo alla prova la sua fedeltà con molte sofferenze, da lei sopportate cristianamente, e che hanno trasformato il suo carattere indipendente in una docile accettazione di accoglienza degli altri . Negli ultimi tempi chiedeva al Signore di chiamarla a Se, pensando di aver assolto il suo compito terreno al meglio delle sue possibilità. Mi piace ricordamela così come era da giovane, in questa sua espressione gioiosa e solare. Vi chiedo semplicemente di unirvi alle nostre preghiere per la sua bella anima. Grazie !

lunedì 13 ottobre 2008

Ci ha insegnato ad essere sempre allegri !

Vi ricordate dello "zio mattacchione" di cui vi raccontavo qualche tempo fa, ed esattamente il 9 luglio, ebbene oggi improvvisamente Valentino ci ha lasciato colpito dal solito male incurabile.
Forse è stato l'ultimo scherzo fatto nella sua vita,anticipando le sofferenze che gli sarebbero toccate, visto il suo male, privandole di quel corpo a cui avrebbero dovuto infliggerle.
Mi limito semplicemente a dire in questo momento di dolore per la sua perdita, che si è trattato invece di un atto di misericordiosa clemenza dovuto alla bontà di Dio.
Ciao Zio !