Il carattere di una persona è il suo comportamento acquisito come conseguenza della più o meno buona formazione ricevuta durante la sua crescita , e quindi connotato rispettivamente da pregi o da difetti. Più spesso però il carattere viene qualificato negativamente portandoci a dire: "sono fatto così", "questo è il mio modo di essere", "questa è la mia indole e non posso farci niente", come fosse un marchio indelebile, usato spesso come alibi per giustificare i nostri difetti contro i quali non vogliamo lottare. Il carattere non è congenito, se cattivo lo si può modificare in meglio educandolo a beneficio degli altri che devono convivere con noi in maniera serena. Dobbiamo, con l'uso della volontà, essere padroni di noi stessi e non schiavi di quelle passioni negative capaci di alterare il nostro naturale modo di essere, orientato al bene. Diversa cosa è il temperamento di una persona che positivamente si traduce nel dire: "avere catattere", cioè "avere polso", essere cioè un uomo che esprime coerenza e fortezza ed è testimone della verità; apparendo autorevole agi occhi degli altri. Il temperamento è connaturale alla persona, è un suo abito costitutivo, non così i comportamenti caratteriali, che invece si vanno strutturando col passare del tempo positivamente o negativamente.
A tal proposito ben poteva affermare San Josemaria Escrivà:
"Non dire:“Sono fatto così..., sono cose del mio carattere",
"Non dire:“Sono fatto così..., sono cose del mio carattere",
sono cose della tua mancanza di carattere: sii uomo —esto vir."
