La mia foto
Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !
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venerdì 8 maggio 2009

L' icona della tenerezza !


Non può che commuovermi un Dio che si è fatto bambino inerme, abbandonandosi fiducioso nelle braccia di due creature umane, sicuro di riceverne affetto e protezione. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi quante volte ha tradito questa Sua fiducia, con la quale, lasciandoci liberi di accoglierLo o meno, ha accettato il rischio di essere rifiutato !
Notizie dell'icona, unica nel suo genere:
Autore: Scuola di Ochrida (XIV secolo)
Titolo: Sacra Famiglia
Icona Originale: Chiesa di Ochrid (ex Iugoslavia)

venerdì 13 marzo 2009

La parte per il tutto !











"Per farmi accettare, a chi la voleva, la davo!". Questa la cruda e sconcertante notizia che telefonicamente, una di queste mattine, un'ascoltatrice di Radio DJ, senza peraltro far mistero del proprio nome, e portandola a conoscenza della nazione intera, dava all'impassibile conduttore del programma, alla cui domanda:"e sei stata accettata?", la suddetta ascoltatrice rispondeva con un amaro e squallido:"no, ahimè, soltanto usata".
Ciò che mi ha colpito di più come prima cosa è stata la necessità di rendere noto a tutti, senza un minimo di pudore o riservatezza il suo problema. Questa confessione pubblica e il tono della sua voce lasciavano percepire come una necessità di liberarsi di un angoscioso peso, quasi il bisogno di esorcizzare questo suo comportamento rendendone partecipi tutti. Non so, forse nel tentativo di giustificare se stessa. Comunque non intendo minimamente addentrarmi in considerazioni di taglio morale, perchè questa non è la sede più adatta. Sono problematiche che secondo me vanno affrontate solamente a tu per tu per la delicatezza del contenuto.
Voglio invece chiarire cosa si intende per " farsi accettare ", visto che questo sembrava essere il problema dell'ascoltatrice radiofonica. L'accettazione è una situazione relazionale , caratterizzata da tre elementi: la persona che offre, la persona che riceve, e il dono che viene rispettivamente offerto dall'una e accettato dall'altra. L'accettazione può fregiarsi o meno di un marchio di qualità, come si direbbe oggi, e quindi la relazione che c'è alla base può essere di buona o di scarsa qualità, e di conseguenza può essere o non essere di buona qualità il dono in questione, e possono possedere o meno qualità umane e morali le persone in gioco nella relazione. Dopo aver pagato un caro prezzo, Urania, questo il nome di fantasia con cui farò riferimento all'ascoltatrice, si è resa conto che il dono che doveva fare di se stessa non era una parte del suo corpo , ma tutta la sua persona. Nel momento in cui si è riconosciuta come persona, fatta non solo di corpo ma anche di interiorità, ha preso coscienza della sua totalità, rendendosi conto che questo era il dono da offrire perchè venisse accettata da qualcuno che fosse in grado di apprezzarlo perchè capace di coglierne il valore.
Nelle tappe dell'età evolutiva che vanno dalla nascita all'adolescenza, la persona umana acquista la capacità di amare e di farsi amare, se il clima di fiducia e di affetto nei suoi riguardi è stato curato con molta attenzione da parte dei genitori all'interno della famiglia. Solo l'aver superato positivamene questa fase dà all'adolescente prima e all'uomo maturo poi la capacità di accettare innanzitutto se stesso, di accettare l'altro, e farsi accettare in tutta la sua totalità fatta di corpo e spirito. Un comportamento deviato, com'è secondo me, quello di Urania nasce spesso dal non aver ricevuto in famiglia, fin da piccoli, quella cura della persona che fà sviluppare armonicamente tutte le componenti di cui è costituita: corpo, psiche ed interiorità. Il rischio evidente se ciò non è avvenuto è che si scambi la parte per il tutto, e si dà di se o si accetta dagli altri solo la parte più superficiale ed effimera della persona, dal momento che questa non è stata resa di valore e di qualità dalla propria interiorità.
La sprovveduta Urania con molta probabilità non conosceva se stessa, nè il patrimonio della sua interiorità, che rende ricca di valori una persona, e quindi non si piaceva e non si accettava, passaggio obbligato per aspettarsi dagli altri la vera accettazione e non solo l'uso sessuale del proprio corpo. Finalmente poi deve aver scoperto di non essere semplicemente un corpo, ma molto di più, e ha accettato lei stessa per prima il valore della sua persona, un tesoro da poter donare agli altri perchè venga accettato con la dignità che merita, senza fraintendimenti. La storia comunque è a lieto fine, dal momento che la nostra amica ha poi dichiarato di aver trovato qualcuno che si è veramente interessato a lei apprezzandola, tanto da sposarla, facendone una felice moglie e madre di due figli.

domenica 25 gennaio 2009

Il dono di un sorriso !


E' stata la riflessione sulle numerose testimonianze di affetto che abbiamo ricevuto in questi giorni di lutto, per iscritto e di presenza, da parte delle persone che sono venute in contatto con noi, tutte concordi nel dichiarare di aver percepito un senso di pace e di pacata allegria nei sorrisi dei nostri volti, pur in un momento di così acuta sofferenza, a spingermi a scrivere queste considerazioni. Chi si aspetta, giustificandole, reazioni scomposte, proprie del nostro tempo, di tipo emotivo come l'isteria di un pianto o di una risata nervosa, davanti a situazioni drammatiche, rimane sempre meravigliato invece della calma e della serenità che irradia un volto sorridente.
Il sorriso non è mai fine a se stesso, nè proprietà esclusiva di chi lo ha sul volto, ma ha una sua capacità di comunicazione, donando agli altri qualcosa di se stessi per renderli possibilmente e senza presunzione un pò più felici. E' un dono gratuito che arricchisce chi lo dispensa e fa bene al cuore di chi lo riceve.
Il sorriso è l'espressione del volto di chi è in pace con se stesso e comunica con esso agli altri lo stato d'animo di chi ha risolto in maniera positiva alcuni dei principali conflitti nei confronti della realtà in rapporto alle cose, alle persone e soprattutto a se stesso. E' l'espressione di chi ha raggiunto un equilibrio interiore capace di dominare e di dare il giusto spazio alla propria emotività affettiva. Con ciò non voglio assulutamente dire che la persona capace di sorridere abbia risolto in maniera positiva e definitiva tutti i problemi che la vita gli pone innanzi, e viva in un totale stato di atarssia. Sarebbe senz'altro innaturale oltre che impossibile. Colui che è capace di sorridere è una persona che al contempo lotta sempre per risolvere le conflittualità che gli si presentano ogni giorno, le accetta, le metabolizza con l'intelligenza e col cuore, e ne trae alimento per la sua maturazione umana e spirituale. Per un credente poi, come me, c'è qualcosa di più, e cioè l'avere scoperto, e accettato, negli avvenimenti quotidiani la volontà di Dio, che è padre misericordioso, e permette tutto ciò che ci accade, anche le contraddizzioini, come la sofferenza appunto, per un nostro maggior bene.
Voglio anche aggiungere che un sorriso genuino non può mai essere un bluff, un atteggiamento ipoccrita che assume chi vuol dare agli altri un immagine di se stesso diversa da quella reale. Chi agisce così è una persona che va sempre aiutata a capire che la sua vuole essere una difesa per mettersi al riparo da eventi dolorosi. Così facendo finirà col soffrire di più. Il suo gioco, spesso inconscio, prima o poi viene scoperto, perchè il suo comportamento abituale è incoerente e non corrisponde alla serenità che tenta di comunicare con la falsa sicurezza che ostenta.
La morte in generale, e quella di una persona cara in particolare è uno di quegli eventi con cui ci si deve inevitabilmente prima o poi confrontare. Il mio sorriso e quello dei miei familiari davanti al dolore per la perdita subita, vuol dire semplicemente che ognuno di noi, in maniera del tutto personale, ha maturato positivamente il suo rapporto con l'evento morte. Ecco, concludendo, perchè mi sento di dire che abbiamo il dovere di donare il nostro sorriso, e gli altri il diritto di riceverlo. Un esempio per tutti: i sorrisi che si scambiano una mamma con la sua creatura di pochi mesi, sono totalmente gratuiti e hanno il valore di veri e preziosi momenti di eternità.

giovedì 17 luglio 2008

La mia famiglia : " dal maschile al femminile " .


La famiglia di Baffo e Mamma E.R. ha cambiato nel corso di questi 43 anni in maniera non prevedibile ed originale la sua composizione. Dal '66 al '77 erano nati Marco, Fabrizio ed Alessandro, quindi eravamo in casa 4 uomini e Mamma E.R., dal '81 al '85 nacquero Maria Elisabetta, Paola e Marta, quindi 4 uomini e 4 donne. Col passare degli anni i maschi hanno via via lasciato casa, e la famiglia è rimasta nella sua attuale composizione di Baffo e 4 donne. Cosa è cambiato ? Potrei dire tutto e niente. Niente: perchè il clima familiare è rimasto sempre lo stesso con la sua vita quotidiana fatta di momenti felici e meno felici, affrontati sempre con lo stesso spirito. Tutto: perchè innanzitutto c'è stata la contrazione del numero dei componenti da 8 a 4. Ma questo è il meno. Ciò che è veramente cambiato è il mio rapportarmi con un mondo "al femminile". La mia non vuole essere minimamente una notazione di tipo maschilista, ma ho dovuto seriamente fare i conti con un gruppo familiare in cui il mio confronto è stato con una "psicologia" di tipo femminile. E' indubbio affermare che il modo di essere e di sentire di una donna è notevolmente diverso da quello di un uomo. Spesso all'inizio di questa nuova fase mi trovavo spiazzato perchè non capivo certi atteggiamenti e comportamenti delle mie figlie. Quindi gli attriti erano inevitabili. Ma l'essere un genitore comporta accettare i figli e farsi accettare da loro idipendentemente dal sesso. Aiutato da mia moglie, con la quale questo tipo di processo era già stato superato negli anni con un'accettazione reciproca, ho cominciato a sintonizzare la mia mente e il mio cuore sulla frequenza d'onda delle mie figlie. Le cose sono cominciate a migliorare, anche se questo processo è in divenire e bisogna adeguarsi giorno dopo giorno in maniera positiva a queste relazioni con molta pazienza e ottimismo. Bisogna innanzitutto conoscere qual'è la realtà del mondo femminile, fatta di maggiore delicatezza, maggiore attenzione ai particolari, maggiore attenzione agli altri, ma anche di un modo di pensare più istintivo e più immediato che porta a vivere e a valutare le cose con uno spirito più creativo e con maggior libertà interiore. Se hai capito questo allora ti rendi conto che le tue figlie non sono complicate, ma vivono la tua stessa vita, in maniera diversa, seguendo "percorsi psicologici" anch'essi diversi. Diverso è il modo di percepire la realtà, ma la percepiscono; diverso è il modo di agire, ma agiscono, diverso infine è il modo di dare affetto, ma lo danno. Alla fine ti rendi conto che se l'accettazione dell'altro è fondata sull'amore, è con questa cifra che si ricompone la convivenza familiare, e che una famiglia è solo e comunque famiglia indipendentemente dalle diverse psicologie che si relazionano. Rita, Maria Elisabetta, Paola, Marta vi voglio bene, e grazie per la pazienza !