Il nonno materno Nino, dirigente del Genio Civile di Palermo, con un lavoro che lo occupava soltanto la mattina, disponeva del pomeriggio libero che gli permetteva di dedicarsi al piccolo Marco (B1) per il quale aveva una vera passione. Era nonno al cento per cento.Lui uomo costituzionalmente buono, si prendeva cura di mio figlio con disponibilità e dedizione dettate da un tenero affetto. Il loro affiatamento era perfetto. Passava il tempo raccontandogli le sue prime favole, lo portava alla villa, credo il Giardino Inglese, e da più grandicello a vedere i cartoni animati al cinema. Soddisfaceva pazientemente tutte le curiosità di Marco, il quale ve lo assicuro, a 3 anni era una mitragliatrice di domande , e una spugna nell'apprendere.Quando ci trasferimmo a Milano, B1 aveva circa 2 anni e mezzo, e rimase per qualche mese a casa dei nonni a Palermo, per il tempo necessario a noi per trovare casa e sistemarci. Così nella primavera del '69 lo accompagnò insieme alla nonna a Milano, con un viaggio in wagon-lit, che Marco ricorda come un fatto per lui eccezionale, un letto sopra un treno era il massimo. Dopo circa un mese i nonni rientrarono a Palermo per gli impegni di lavoro di mio suocero, il quale soffrì molto per questo distacco; gli era stato tolto il suo piccolo compagno di quelle semplici ma intense avventure quotidiane. La coppia si ricostituiva ogni estate per le nostre vacanze, e si riunì definitivamente al nostro rientro a Palermo nel '71. Il nonno riebbe il suo nipotino di 5 anni e potè ricominciare con molto entusiasmo a prendersi di nuovo cura di lui. Penso che il resto ve lo racconterà con più particolari Marco sulla cui memoria faccio molto affidamento.
