Durante i primi anni di università alla Facoltà di Medicina ho avuto la fortuna di conoscere un collega che veniva da Milano e che si era trasferito a Palermo per motivi di famiglia. La frequentazione con Giordano, questo il suo nome, un uomo dalla solida interiorità e dotato di un grande cuore, ci portò giorno dopo giorno a stringere una profonda amicizia diventata negli anni sempre più salda. Fu un arricchimento vicendevole e continuo, lui mi ha fatto capire l'importanza di fare bene la professione con dedizione ed impegno umano,ed io, che ero di già sposato gli ho fatto conoscere la realtà familiare di una giovane coppia. Da lì a qualche anno per i miei figli era "lo zio Giordano". Devo proprio dire che la nostra fu un'accoppiata vincente.Insieme a lui ed ad altri amici promuovemmo quelle attività in campo educativo familiare e scolastico, di cui sono andato raccontando in questo mio blog. Lui è il medico microbiologo di cui parlo nel post dedicato in precedenza alla Scuola Imera e Altavilla.Dalla nostra collaborazione estesa ad altri professionisti sono venute fuori oltre alle scuole, altre iniziative: come clubs ricreativi e di formazione umana e spirituale per giovani, un centro di orientamento familiare per genitori, e non ultima una residenza universitaria, ben conosciuta a Palermo, la Segesta. La sua professione di medico lo ha poi portato a Roma, dove è docente al Campus Biomedico, una struttura universitaria ed ospedaliera di alto livello qualitativo;struttura di cui è stato insieme ad altri colleghi ed amici romani uno dei principali promotori.Adesso ci vediamo di rado,2 o 3 volte l'anno e ci sentiamo telefonicamente per le occasioni importanti o per il puro piacere di sentirci e scambiarci notizie sull'andamento delle nostre vite.Questi contatti episodici non hanno per niente indebolito la nostra amicizia e la nostra sintonia affettiva che anzi si sono rinsaldate.Io so sempre che c'è Giordano e lui sa sempre che ci sono io, disponibili in tutto e per tutto l'uno per l'altro.
La vera amicizia è per sempre e per tutte le stagioni della vita.
Giordano, come si usa dire oggi, e fuori da qualsiasi retorica, grazie di esistere !

