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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !

giovedì 26 marzo 2009

Una cosa, un'altra, un'altra ancora, e poi ? Beh, poi forse un figlio !







Colta questa mattina al volo dalla striscia pubblicitaria di una emittente radio locale:

" Caro: vorrei un soggiorno in puro stile etnico "." Si, cara ".
" Caro: vorrei delle belle porte in massello di legno ". "Si, cara ".
" Caro: vorrei un bel giardino con arredi, per far giocare i bambini ".
" Ma come cara, pure il giardino? "
" Si caro, ma non è un problema, da "Arredo Verde" di Pinco Pallino,
in via Vattelappesca a Palermo, tutto ciò può divenire realtà ! "
" Ma cara: e i bambini ? " " Beh caro, a quelli ci penseremo poi ! "

Il mio commento di risposta a questo spot radio-trasmesso, ascoltato per puro caso, è una semplice storia per sommi capi di una vita realmente vissuta, da una coppia di mia conoscenza:

"Lui e lei erano due giovani universitari, appena ventenni, che si sposarono, anche grazie al generoso aiuto dei loro genitori. Ebbero dopo un anno un figlio, completarono i loro studi universitari, e in capo a tre anni si trasferirono in una città del Nord per la specializzazione medica del marito. Con i pochi risparmi messi da parte, risalenti a regali ricevuti per il loro matrimonio, misero su una capanna dove abitare. Chiaramente quei soli risparmi non erano sufficienti, in quella grande città, per condurre il menage familiare. Allora il papà, che di giorno frequentava la scuola di specializzazione, trovò un lavoro per tre notti a settimana in un centro medico di pronto soccorso. Con le 120mila lire al mese guadagnate, siamo a cavallo degli anni '60-'70, la piccola famiglia tirava avanti dignitosamente e senza patire affatto la fame. Ma ecco che era in arrivo il secondo figlio. Le cose si complicavano un pò, ma niente paura: al lavoro notturno si aggiunse quello part-time che un medico della clinica universitaria offrì al giovane collega, presso il suo secondo studio fuori città. E così le cose ripresero il loro tranquillo corso. Poi giunse il conseguimento della specializzazione, e la famiglia, composta ora da quattro persone, fece rientro alla città d'origine. Il capofamiglia cominciò ad esercitare la sua professione collaborando nello studio di un parente molto disponibile nell'aiutarlo. E poco alla volta da una casa in affitto, passarono all'acquisto di una casa propria, chiedendo in prestito, senza vergogna, del denaro ad amici e parenti. Fortunatamente nessuno si tirò indietro, e in capo a qualche anno, la professione diede i suoi frutti, i debiti vennero tutti saldati, e la famiglia continuò la sua vita serenamente, accettando anche qualche piccolo e anche meno piccolo sacrificio. Nel frattempo era arrivato anche un terzo figlio. Il medico acquistò un certo prestigio professionale in città, e la situazione economica subì un incremento proporzionale alla crescita della ancor giovane famiglia. Per farla breve ai primi tre figli, tutti maschi, vennero a tener compagnia altri tre figli, tutte femmine. La piccola famiglia di tre persone dalla quale eravamo partiti era arrivata ad una felice famiglia di otto persone, le quali non vissero mai nel lusso smodato, ma nemmeno vissero mai di stenti, conducendo una vita comoda, ma sobria, nella quale non è mai mancato il necessario.
Concludendo questa storia, forse banale, e che continua ancora felicemente, mi sembra di dover rilevare che è stata la nascita dei figli che ha via via creato a questa famiglia delle esigenze, alle quali con un impegno puntuale e un pò sacrificato i genitori hanno fatto fronte, e non sono state invece delle esigenze superflue a non permettere il loro affacciarsi alla vita.


Riflettete sullo spot e sulla storiella e tiratene voi le conclusioni !



P.S. Sarei un ipocrita se adesso non vi confessassi che la storia è palesemente autobiografica !

2 commenti:

Screwball ha detto...

Al momento mi verrebbe solo d'introdurre i commenti con alcune battute riguardanti l'evoluzione della storia...

mi fermo solo con due piccolissime note: se siete mamme e non vi quadrano i conti, comprate ogni tanto piccoli regali ai vostri figli, che con gli occhi capiranno che c'è sacrificio ma anche dignità; se siete dei papà, oltre a fare tutte quelle cose lì, trovate qualche ora o mezz'ora da dedicare singolarmente a ogni figlio

ah, dimenticavo un aggiunta: se avete già un certo numero di figli, perché adottarne pure una?

Prof 2.0 ha detto...

Ringrazio il cielo e voi di avere dato priorità a ciascuno di noi piuttosto che alle porte di massello...