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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !

sabato 21 marzo 2009

La mia vita: dalla bachelite dei 78 giri al policarbonato dei CD, passando per il vinile !
















Questo che vedete nelle immagini del post è il giradischi, decisamente vintage, che mamma E:R: mi ha regalato due giorni fa per il mio onomastico. Non potete sapere quale serie di piacevoli emozioni questo gradito dono ha provocato nella mia vita di queste ultime 48 ore, e che sicuramente continuerà a provocare. Prima di tutto la ricerca dei dischi necessari a rendere utile e vitale l'oggetto ricevuto in regalo. Ricordavo che in soffitta o in qualche ripostiglio erano conservati i dischi acquistati con i risparmi di studente ginnasiale o ricevuti in dono dagli anni '50 in avanti. La ricerca è stata fruttuosa, ho così ritrovato in tre luoghi diversi: un carpettone di plastica con una trentina di rari e preziosi 78 giri; un contenitore metallico con un centinaio di 45 giri (quelli col grosso buco al centro); ed una nutrita pila di LP (33 giri) dalle copertine variopinte. Già il rivedere e il riavere tra le mani quei dischi di varie dimensioni e di materiali diversi, mi ha procurato la piacevole sensazione di un tesoro ritrovato, ed ha subito messo in moto la mia curiosità di vedere di cosaero tornato in possesso. E' cosi iniziato un pomeriggio di bei ricordi, a ritroso nel tempo, a partire dagli anni '50, legati ad oguno di questi ogetti "cult" ritornati alla luce.
Mi è sembrato quasi naturale partire nel mio revival dai più vecchi e fragili 78 giri in bachelite, ed ecco riscoprire cantanti: dalla voce robusta come Frankie Laine, dalla voce melodiosa come Bing Crosby, e dalla voce cantilenante come Fats Domino; e poi le prime incisioni dei pionieri del rock'n'roll: come Elvis Presley, Little Richard, i Platters, Bill Haley (il re del rock), Jerry Lee Lewis ed altri che avevano eccitato la fantasia di noi adolescenti di quegl'anni, e ci avevano fatto scoprire "l'america". Un'etichetta di un disco della Columbia, una delle case più prestigiose del tempo, portava scritto il titolo della famosa canzone "Dream", cantata da un giovane Frank Sinatra, tratta dalla colonna sonora dell'indimenticabile film del '55 : "Papà Gambalunga", interpretato da Fred Astaire e Leslie Caron, le cui sequenze sono ancora vive nella mia memoria.
Sono poi passato a dare uno sguardo ai 45 giri, e lì ho ritrovato il primo disco in vinile da me acquistato nel '58, da un amico che li ritirava direttamente dagli States; sto parlando di "Banana Boat Song" del famoso "re del calypso" Harry Belafonte. Poi mi sono ritrovato fra le mani le prime canzoni di un 18enne Peppino di Capri, come "Nu ne peccato" , "Ghiaccio" e "Malatia", e ancora un'incisione di "The end", interpreata da un ispirato Earl Grant, legata al ricordo di una mia infatuazione adolescenziale. E ancora canzoni di Pat Boone, Neil Sedaka, Paul Anka e tanti tanti altri, troppi da ricordare.
Tutti questi pezzi musicali li avevo ballati, insieme ai miei amici del tempo, nelle classiche "feste da ballo" in casa, che si tenevano il sabato pomeriggio insieme alle nostre coetanee più "spregiudicate" ed "emancipate". Erano incontri preceduti da una laboriosa preparazione per trovare le persone disponibili a mettere a disposizione la loro casa, e soprattutto le ragazze che avessero ricevuto il permesso da "illuminati genitori" per partecipare all'evento a cui prendevano parte esponenti dei due sessi. Era così che si metteva in piedi un pomeriggio danzante, sorta di "discoteca ruspante" di quei tempi. Capitava anche che il sospirato happening qualche volta andasse deserto o che ci si ritrovava soltanto in 8 o 10 persone. Qualcuno di noi più temerario cominciava a fumare le sue prime sigarette, invidiato da coloro che non osavano trasgredire, e le bevande che venivano servite insieme a qualche dolcetto erano strettamente analcoliche, come aranciata e cocacola. Una cosa comunque è certa: ci divertivamo, con poco è vero, ma ci divertivamo, senza crearci troppi problemi. Mi ricordo che esistevano le coppie fisse, che vivevano in un loro mondo a parte, colpiti dalla loro prima "cotta". Non scandalizzatevi del fatto che alcune di queste coppie del sabato pomeriggio siano poi diventate nella vita marito e moglie. Per esempio due carissimi amici, Giana e Giovanni iniziarono la relazione, che li doveva poi portare al matrimonio, in quarta ginnasio; per non parlare del sottoscritto che a 18 anni ballava "i lenti" col batticuore in coppia con mamma E.R., la madre dei miei sei figli.
Comunque tornando a giovedì scorso, il pomeriggio era quasi alla fine e stavo dando un'ultima occhiata ai più impegnativi 33 giri, acquistati quando le finanze avevano cominciato a permetterlo. Ho ritrovato le raccolte d'annata di Frank Sinatra, "The Voice", di Ray Charles, The Genius, dei Beatels, dei Bee Gees, l'album della colonna sonora del mitico "West Side Story", e dell'elegante "My Fair Lady". Non posso non citare l'emozione che ho provato nel ritrovare i dischi comprati durante il mio soggiorno negli Stati Uniti nel 1960, a 16 anni, e portati in Italia come autentiche e sconosciute rarità, ognuno dei quali mi ricorda momenti e luoghi bellissimi di quel fantastico viaggio fatto da giovane.
A questo punto è giunta alle mie orecchie una voce che diceva: "a cena". Ho spento a malincuore il giradischi, riposto i preziosi cimeli musicali, con l'impegno verso me stesso che alla prima occasione avrei ripreso l'ascolto di quella musica che ha accompagnato tanti momenti, alcuni gioiosi altri meno, della mia vita, rimandandomi a ricordi di eventi e di persone, il tutto in una sorta di dolce nostalgia dei tempi trascorsi, ma senza rammarico dal momento che il semplice ascolto di questa musica è capace di farmi apprezzare ciò che ho vissuto e condiviso piacevolmente con tante persone.
Oggi sto scrivendo questo post mentre in sottofondo ascolto la V Sinfonia di Beethoven, in una magistrale esecuzione della Berliner Philharmoniker dei primi anni '60, diretta dall'insuperabile Wilhelm Furtwangler, anche questo un regalo dell'allora fidanzata mamma E.R.
Mi rendo conto che il fruscio provocato dalla puntina sul vinile del disco è una poesia che non può essere surrogata dalla silenziosa ma fredda purezza di un laser che sfiora il policarbonato di un CD di ultima generazione; è come voler eliminare il rumore delle pagine sfogliate da un bel libro, abituandosi alla silenziosa e fredda lettura di un testo informatico del quale è impossibile accarezzare le pagine.
Concludo col dirvi che i ricordi non sono qualcosa che appartiene solo al nostro passato e quindi privi di vita, ma sono le robuste radici che danno linfa e sostegno al frondoso albero della nostra esistenza ricco di frutti fecondi e saporiti, che dobbiamo avere il gusto di voler assaporare.

1 commento:

Screwball ha detto...

Dad, spero che sia stato contento di aver trovato la collezione curata e ordinata, essendo stata la mia introduzione alla musica: c'è pure il disco che hai inciso (sarà stato profetico) sul'Empire State, con la famosa frase in russo, una delle espressioni tipiche del lingo familiare. Alcuni dischi che hai trovato, sono aggiunte e ognuna ha una sua piccola storia: se non ti sembra di averli comprati tu, chiediti se a conosci, per esempio troverai Grease che ha una riga che ne attraversa completamente una facciata e che risale a un'ora dopo il suo acquisto; dovresti trovare il mitico Born to be alive, che ha una sua particolarità; Making movies dei Dire Straits, che ha una storia, assieme ad alcuni altri dischi, che fu tragica e comica; troverai dischi dei Beatles che vengono da un'altra collezione e una sinfonia americana che piace a tua moglie. Ci sarà Flip, flop and bop, ormai introvabile, come anche alcuni extended players the beatles, che sono vere rarità... certo è un po' contraddittorio chiederti di trasferire alcune cose in digitale, proprio ora che è ritornata la moda del vinile, con i suoi graffi...

beh, sarà bello risentire qualche brano e rivedere qualche introvabile copertina. In ogni caso, la stessa collezione io l'ho ricostruita sul mio iPod in tutti questi anni, tale padre, tale figlio

ciao