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Palermo, Italy
Vivo in Sicilia, sono medico dentista,sposato con una moglie eccezionale e ho sei figli.Fra poco diventerò nonno per la prima volta. Il prossimo arrivo di questo nipote mi ha messo davanti a questa nuova tappa del mio viaggio, e mi sono reso conto che devo rimettermi in cammino con più entusiasmo, allegria e spirito giovanile. Alè si riparte! Ad un anno di distanza, come potete ben vedere dalla nuova intestazione del blog e dalla nuova foto, il cammino è stato felicemente intrapreso !

domenica 13 dicembre 2009

Michela va al lavoro di buon'ora, con mammma e papà.


Questa è una di queste belle storie che vi ho preannunciato:

La notte, già prima del ricovero, per mia abitudine, io dormivo poco, per cui sono un tipo molto mattiniero; questa abitudine qui in ospedale si è chiaramente esasperata. Per cui alle 6,30 mi avventuro, con la mia carrozzina, per i corridoi deserti del reparto e raggiungo la cappella, che si trova al 2° piano, con un comodo ascensore, per pregare un po' e chiedere al Signore pazienza per questa mia situazione. Verso le 7 ridiscendo con lo stesso ascensore al piano terra, dove c'è il bar, per fare la classica colazione con cappuccino e cornetto. E' stato così, che fin dal giorno dopo il mio ricovero, tornando dal bar alla mia stanza al 1° piano, ho notato un insolito movimento, data l'ora e mentre fuori era ancora quasi buio, di piccoli bambini tutti bellissimi, che venivano accompagnati, chi in carrozzina, chi in passeggino, chi per mano, per essere consegnati ad una giovane donna in un locale del 1° piano appunto. Incuriosito ho chiesto ad una ragazza, che doveva essere la mamma, che ritornava, dopo aver lasciato una bimba di circa un anno, cosa ci fosse dietro quella porta dai vetri smerigliati. La risposta è stata che quello era l'asilo aziendale del Campus, dove lei lavora come infermiera, e che quella mattina iniziava il suo turno delle 7. Con un misto tra stupore e meraviglia sono tornato alla mia stanza ripromettendomi di saperne di più. Il giorno dopo verso le 6 del pomeriggio mi sono ritrovato vicino all'asilo in mezzo ad un gruppo di giovani genitori e piccoli bambini, dei quali mi ha sorpreso la serenità e l'allegria dei loro volti, e tra questi enitori Cristina, una delle giovani fisioterapiste che ci segue in palestra, che teneva per mano Chiara, una bellissima bambina di quasi 2 anni che saltellava felice e sorridente, dicendo alla mamma che sarebbero dovute andare subito a casa per fare festa al nonno che faceva il compleanno e fargli gli auguri con un "happy birthday", pronunciato in maniera perfetta.
A questo punto ho preso la palla al balzo, poichè avevo trovato chi avrebbe potuto chiarire i miei interrogativi, e le ho chiesto di parlarmi di quell'asilo, che frequentava sua figlia, nei dettagli. L'esauriente racconto che me ne ha fatto Cristina come genitore e le notizie attinte direttamente dalla maestra della scuola materna Simona, un giorno che sono andato a visitare l'asilo, che è adiacente alla palestra della fisioterapia, per coglierene dal vivo l'atmosfera che vi si respira, mi ha messo nelle condizioni di descrivervi questa singolare struttura nelle sue svariate articolazioni.
Innanzi tutto perchè singolare, perchè si tratta di un asilo aziendale che non si limita al semplice parcheggio dei bambini, e perchè si trova nel cuore stesso della struttura in cui lavorano i fruitori di questo asilo. Questo prezioso servizio alle famiglie è a disposizione di tutti quei piccoli bambini , da 0 a 5 anni, i cui genitori lavoravo a diverso titolo nel Campus Bio-Medico: medici, paramedici, fisioterapisti, personale amministrativo, generici. La retta è accessibile e varia in rapporto al reddito familiare. L'asilo accoglie lattanti da 0 ad 1 anno, bambini svezzati da 1 a 2 anni, e prosegue con 3 classi di scuola materna da 3 a 5 anni. Apre le sue porte, dal lunedì al venerdì, la mattina alle 6,45 per chiuderle alle 18, ed è chiuso per ferie solo 3 settimane in agosto. Ciò per favorire i genitori nei vari turni di lavoro a partire dal primo turno che inizia alle 7. Pensate: queste piccole creature vengono condotte al nido o alla scuola materna, dovendosi svegliare alle 6 del mattino. Ma mi sono reso conto che l'umore dei genitori che li consegnano al personale che deve prendersene cura , è sereno e allegro nella certezza che li lasciano in un luogo che è un ambito allargato della loro famiglia. L'asilo realizza dunque un equilibrato bilanciamento tra vita e lavoro dei suoi dipendenti che il Campus persegue in coerenza con quei valori su cui fonda il proprio operato, che è quello di mettere la persona al centro delle proprie priorità. L'asilo si avvale di spazi per l'accoglienza, di una zona ludico-ricreativa, di un'aria di riposo attrezzata(per lattanti, semidivezzi e divezzi), di una zona pranzo e di vari spazi di servizio, oltre ad un giardino per i giochi all'aria aperta nei giorni di bel tempo. L'asilo è inoltre dotato di una cucina professionale dove si preparano menù studiati da un nutrizionista. L'offerta educativa poi è garantita dal Cefa, un ente morale regionale legalmente riconosciuto, fondato da genitori che si sono associati per promuovere e gestire scuole dove i figli vengono educati coerentemente con i valori vissuti in famiglia. Tutto ciò mette i bambini nella certezza di vivere sotto lo stesso tetto dove i genitori lavorano senza sentirsi abbandonati in mani estranee, e i genitori nella certezza che l'asilo è la naturale estensione della loro famiglia. Quindi genitori che svolgono il loro lavoro in piena serenità senza inutili ansie, e bambini che accettano in piena serenità di essere curati ed educati da persone vicine alla loro famiglia. E' proprio l'uovo di colombo.
Da tutti questi dati ho chiaramente percepito il perchè del disteso clima di serenità ed allegria che regna sia fra i genitori che fra i loro figli, fin dal momento che li ho incontrati quella prima mattina, incontro che ha provocato in me stupore e meraviglia.
Quando di un progetto in generale e di uno educativo in particolare, si hanno chiari gli obiettivi di fondo e li si vuole perseguire con amore, il risultato non può essere che questo.
Il nome dato dell'asilo: "Primavere del Campus", non poteva essere più appropriato.
La conferma di tutto ciò l'ho avuta durante queste mattine andando di buon'ora al bar per la colazione, dove ho avuto la possibilità di conoscere Michela una bella e simpatica bambina, di appena 8 mesi, con i suoi genitori Gabriella e Stefano. La piccola sta seduta sorridente e con lo sguardo da furbetta al centro di uno dei tavoli del bar, circondata da mamma e papà che fanno colazione, beandosi della loro piccola creatura, che ottiene ogni tanto una briciola di brioche. La mia amicizia con loro è nata spontaneamente, avendo come argomento di conversazione naturalmente quello dei figli. Fare le coccole a Michela, che ricambia sempre con un allegro sorriso, è quasi d'obbligo per tutti gli avventori del bar a quell'ora del mattino. Finita la colazione ognuno di noi, avendo fatto una ricarica di serenità, dopo esserci salutati, si avvia alla propria occupazione: io verso la palestra per reimparare a camminare, Stefano fisioterapista per insegnarci a farlo, Gabriella a prendersi cura dell'accettazione dei pazienti del Campus, e la piccola Michela al nido del piano superiore, dove in tutta allegria va ad imparare, in maniera del tutto naturale, come si diventa adulti .
Questo incontro quotidiano con Michela, mi ha riportato alla memoria una frase di un giovane sacerdote, che ho incontrato mentre mi trovavo in vacanza la scorsa estate , a cui mostravo la foto del mio nipotino: " Tutti noi dovremmo cominciare ogni nostra giornata", mi diceva, "dopo aver guardato con intensità il volto di un piccolo bambino, ed aver letto nei suoi occhi ingenui tutta la bellezza che c'è al mondo ".

2 commenti:

1sorriso.. ha detto...

Wow!
L'ultima frase, se me lo permetti, te la 'rubo' per un post...
1sorriso!

"Se si sente il bisogno di qualcosa di grandioso, di infinito, di qualcosa che ci faccia sentire la presenza di Dio, non c'è bisogno di andare lontano per trovarlo. Penso a volte di vedere qualcosa di più profondo e di infinito, di più eterno che nell'oceano, negli occhi di un bimbo, quando si sveglia al mattino, e ride, perché vede il sole che splende sulla sua culla."
Vincent Van Gogh)

Carmen ha detto...

...e se entrambi me lo permettete(nonno Baffo e 1Sorriso) io vi rubo entrambe le frasi!!! ;-)

Questo racconto è una chiara testimonianza del "bello" che vive nel mondo la cui chiave, ancora una volta,è affidata ai bambini che ne sono la parte migliore.
Grazie...per averlo ricordato.